Beltimentas porta lo scatto fotografico oltre il valore della testimonianza e, mescolando realtà e finzione, dà vita a una nuova verità nutrita di desiderio. L’immaginario seduttivo creato dalla fotografia di moda sublima l’esercizio quotidiano del vestirsi per presentarsi sulla scena sociale. I codici di comportamento raccontati dagli abiti vengono così liberati dal proprio contesto originario e si fanno simboli. Grazie a questa trasformazione, la Sardegna dell’Ottocento e quella degli anni Duemila si fondono e rimescolano gli stereotipi dell’identità, per valorizzarne una nuova ibrida, contemporanea e in continua evoluzione. Gli abiti, come protesi simboliche, e le pose, come movimenti degli attori su un palco, costruiscono una nuova narrazione grazie allo sguardo di Lucio Aru e Franco Erre.

Così, in questo progetto, la Sardegna si schiude su una linea temporale che abbraccia la piena contemporaneità pur tenendo salde le radici di un sapere secolare. Le vesti e gli accessori propri delle diverse comunità coinvolte in questo viaggio, vengono proposti sotto una luce che valorizza senza sacralizzare, aprendo nuove linee narrative. I confini di genere, gli schemi generazionali, la stretta appartenenza a una geografia specifica si perdono e si confondono nello scorrere degli scatti. Nel nuovo contesto nutrito dei codici comunicativi e dello stile di vita di questi anni, la qualità dei tessuti e delle decorazioni, l’artigianalità della lavorazione si manifestano in tutta la propria preziosità, rivendicando una potenza narrativa che prescinde dai racconti che hanno nutrito la letteratura e la scoperta dell’isola nel secolo scorso. *** In dialogo con lo stupore dei viaggiatori che arrivavano in Sardegna nell’Ottocento, in un Grand Tour alla ricerca dell’esotico e di un elegante autenticità ancora pura rispetto alla rivoluzione industriale in corso, Beltimentas porta il ritratto di una Sardegna più attuale oltre il confine del mare. Lo fa proteggendo i simboli e coltivando il sapere di cui si veste, ma secondo il ritmo e lo spirito del nostro tempo. Fonde il codice femminile di una gonna plissettata con le atmosfere di un ampio cappello in paglia dalle linee minimaliste; infonde di balentía i volti di donne e di uomini che sfrontatamente si presentano in un set teatrale metafisico; bagna della stessa luce esotizzante paesaggi mediterranei e architetture di campagna.